Quel ma(tra)gico momento in cui dalle bozze nasce il libro

Prima o poi arriva. Ti sembra sempre lontano, inarrivabile, ti sembra sempre che ti separino anni luce di letture e riletture delle bozze prima che arrivi il fatidico momento in cui dovrai… mollarle. Eh sì, a tradimento, quando ancora non ti sentiresti pronta per farlo perché in effetti il testo necessiterebbe di un’ulteriore riflessione, di controllare le ripetizioni, verificare la chiarezza dei passaggi, vagliare la coerenza delle scansioni temporali e altre settanta ottante indispensabili cose di questo tipo. E invece basta. A un certo punto bisogna mettere (e mettersi) uno stop, tanto più rileggi più cambieresti, e meno vedi, peraltro, eventuali refusi o reali errori. Che si fa in questo caso? Continua a leggere