Trilogia della zoomafia

“Zoomafia… quando un quarto di secolo fa, ormai, coniai questo lemma, non avrei mai immaginato la sua diffusione e tanto meno che diventasse, grazie a Francesca, un genere letterario. Per descrivere efficacemente un fenomeno occorre saperlo narrare, raccontarlo compiutamente senza perdere la semplicità e la limpidezza del λόγος. E tuttavia mantenere intatto il suo rigore. Magia di cui l’autrice è maestra, e i suoi romanzi il sortilegio”.
Ciro Troiano – Responsabile Osservatorio Naz. Zoomafia – LAV

Purosangue, Bianconero e Testacoda compongono una trilogia di romanzi dedicati a reati di “zoomafia”, un termine ormai entrato nel lessico giornalistico e legale, che identifica una nuova forma di criminalità che implica l’utilizzo di animali per attività economico-criminali.
La particolarità di questi gialli è proprio questa: i delitti, e le indagini, hanno a che fare con reati compiuti contro gli animali.
Le vicende, basate su fatti realmente accaduti e su un’intensa attività di ricerca giornalistica preliminare, si dipanano nella continua ricerca del difficile equilibrio tra l’aspetto narrativo e la veridicità dei fatti.
Protagonista della serie è il maresciallo dei carabinieri siciliano Vincenzo Pulvirenti, che nel primo, Purosangue, ambientato tra le colline Toscane e la Campania, si imbatte in un’indagine relativa alle corse clandestine di cavalli.
Nel secondo romanzo, Bianconero, si trova invece a risolvere il mistero della sparizione di un bambino in Sicilia, pescando nella torbida palude dei combattimenti fra cani.
In Testacoda, che chiude la trilogia, Pulvirenti ritorna a Pisa per una vacanza, ma si trova invischiato, suo malgrado, in un altro terribile fenomeno legato alla zoomafia: il traffico illegale di cuccioli.

Purosangue
Tre delitti compiuti sugli animali di una misteriosa irlandese. Un’indagine avvincente che galoppa sul terreno scivoloso delle corse clandestine.

Bianconero
Quattro cani, un bambino, un mistero da scoprire, alla ricerca di una verità non sempre raggiungibile, in un intreccio “bianconero” che non si può districare.

Testacoda
Una trama fitta, dal ritmo crescente, che porta alla luce la crudeltà di quel mondo, ma anche la difficoltà delle relazioni umane, tra conflitti e tregue, distanze e ravvicinamenti.