TestaCoda

Terzo capitolo della serie di gialli dedicati a reati di zoomafia, protagonista ancora il maresciallo dei carabinieri siciliano Vincenzo Pulvirenti che, un caldo pomeriggio di giugno riceve una telefonata dall’amico colonnello Lorusso.

Si tratta di un invito a tornare in Toscana, a Pisa, per una vacanza con la famiglia.
Vincenzo coglie l’occasione al volo, sperando che serva a rasserenare il momento di crisi del rapporto con Margherita e chiudere i conti con il passato, ma non sarà così semplice.

Le bellezze della città della Torre passeranno in secondo piano quando Pulvirenti si troverà coinvolto in strani casi di morti sospette di cuccioli, che lasceranno presto intravedere un’organizzazione criminale ben strutturata.
La vacanza si trasformerà così in trasferta di lavoro per il maresciallo: un’indagine serrata in cui sarà affiancato, anzi sottoposto, al maggiore dei Carabinieri Forestali Barbara Martini.

Nel terzo capitolo della serie, Pulvirenti dovrà trovare un nuovo equilibrio tra la lontananza emotiva della moglie, la ritrovata presenza di Donna Carter e l’impegno nella lotta alla zoomafia.
Una trama fitta, dal ritmo crescente, che porta alla luce la crudeltà del traffico illegale di cuccioli, ma anche la difficoltà delle relazioni umane, tra conflitti e tregue, distanze e ravvicinamenti.

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HANNO detto DI testacoda

“Una grande scrittrice di Pisa, la prima ad occuparsi in un romanzo di traffico di animali” – Mauro Corona

“Francesca Petrucci ha il merito di farci estendere lo sguardo, spesso distratto, su orizzonti altrimenti inosservati. Con amalgama sapiente, l’autrice ci cala nelle ambivalenze dell’irrisolvibile contrasto tra bene e male in cui la realtà e la società costantemente vivono, con i suoi esempi di positività, con l’umanità del maresciallo Pulvirenti che abbiamo ormai imparato a conoscere e ad amare, ma anche con il marcio del crimine zoomafioso. Come nei precedenti romanzi, la sua scrittura limpida, chiara ed efficace ci mette, dunque, a contatto con realtà brutte, violente e crudeli, facendo accrescere in modo naturale la nostra sensibilità e la nostra conoscenza dei fenomeni zoomafiosi.
Zoomafia… quando un quarto di secolo fa, ormai, coniai questo lemma, non avrei mai immaginato la sua diffusione e tanto meno che diventasse, grazie a Francesca, un genere letterario. Per descrivere efficacemente un fenomeno occorre saperlo narrare, raccontarlo compiutamente senza perdere la semplicità e la limpidezza del λόγος. E tuttavia mantenere intatto il suo rigore. Magia di cui l’autrice è maestra, e i suoi romanzi il sortilegio”.– dalla postfazione di Ciro Troiano – Responsabile Osservatorio Naz. Zoomafia – LAV

 

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