A scuola di emozioni con MIA STORY, contro l’abbandono

Con le emozioni non si scherza…. Anche se ci si può giocare… imparando! E così ho accolto con gioia l’invito di una illuminata maestra, Elena Bergamaschi, conosciuta su FaceBook “per caso” o meglio per via di un paio di orecchie lunghe che ci hanno subito accomunato. Elena ha adottato una timida bracca di nome Isotta e ci siamo trovate a parlare di lei, dell’amore per i cani e anche di quello per i cavalli, passione che ugualmente abbiamo scoperto di condividere. Continua a leggere

Vatti a fidare delle amiche

Lo volete un consiglio? Spassionato, vero, dal cuore? Se le amiche storiche vi propongono un’uscita, di quelle che da tempo aspettavi, di quelle che ci voleva proprio, ma sì lasciamo a casa mariti figli appuntamenti scadenze lavoro… ecco, in questo caso qui, accettate l’invio certo, ma non vi fidate se vi dicono: abbiamo prenotato il ristorante vegano “per te”. Perché non sapete in che guaio vi mettete, dato che loro non sono vegane (e nemmeno lontanamente vegetariane) per nulla… Continua a leggere

Arrivano o non arrivano… ma quando arrivano?

Arrivano o non arrivano. Non arrivano. Ma quando arrivano? Ritardo, consegna sbagliata, chissà dove son finite le copie. Dove sono? Boh, e soprattutto perché non arrivano? Sarà successo qualcosa. Qualcosa di brutto che non ti vogliono dire. Le copertine sono venute blu invece di nere. Le hanno rilegate mezze in un verso e mezze in un altro. Hanno messo le copertine giuste ma il dentro no, è quello di un altro libro e non sanno come dirlo. Lo stanno ristampando tutto daccapo, di corsa, sperando di fare in tempo. Continua a leggere

Quel ma(tra)gico momento in cui dalle bozze nasce il libro

Prima o poi arriva. Ti sembra sempre lontano, inarrivabile, ti sembra sempre che ti separino anni luce di letture e riletture delle bozze prima che arrivi il fatidico momento in cui dovrai… mollarle. Eh sì, a tradimento, quando ancora non ti sentiresti pronta per farlo perché in effetti il testo necessiterebbe di un’ulteriore riflessione, di controllare le ripetizioni, verificare la chiarezza dei passaggi, vagliare la coerenza delle scansioni temporali e altre settanta ottante indispensabili cose di questo tipo. E invece basta. A un certo punto bisogna mettere (e mettersi) uno stop, tanto più rileggi più cambieresti, e meno vedi, peraltro, eventuali refusi o reali errori. Che si fa in questo caso? Continua a leggere