C(N)ani da giardino

Tanto per chiarire un concetto. I cani sono animali, perciò robe tipo impellicciarli improfumarli metterli seduti a tavola impedirgli di annusare una bella cacca o di scorrazzare in un prato sennò si sporcano i piedini NO. Ecco, in questo senso e in tutti – e in molti altri – casi è profondamente sbagliato.

Significa ignorare la loro diversità, rispetto a quella umana, significa non conoscere i loro bisogni e anche, va detto, impedirgli di vivere la loro animalità, che è cosa sacrosanta e parecchio sana. Intendiamoci, sarebbe cosa altrettanto sana cogliere queste occasioni, escludiamo pure l’annusare cacche sennò fraintendete, anche per noi umani, animali bipedi, per ricordarci che anche noi appunto, siamo animali, e ci farebbe tanto bene staccare naso e sedere da video e poltrone o sedili per farci qualche bella passeggiata all’aria aperta, lasciando libero il nostro amico di correre, socializzare con altri cani e annusare quel che gli pare.

Fatta questa premessa doverosa, è da un’altra parte che volevo andare a parare. I cani sono animali, appunto, e come tali amano stare all’aria aperta, ma questo non significa che prediligano, soprattutto in giornate fredde come queste, starsene da soli, isolati rispetto alla famiglia, in giardino. “Ma tanto ha la sua bella cuccia” molti dicono, “e tutto lo spazio che vuole, poi ha il pelo ed è fatto apposta, non può avere freddo”. E qui invece c’è l’errore. Uno, anche i cani possono avere freddo eccome, la pelliccia ce l’hanno ma a meno che non possediate un bovaro del bernese o un samoiedo – e in questi casi verrebbe da chiedere cosa prendete a fare questo genere di cani se non abitate in luoghi adatti alle loro caratteristiche anche in altre stagioni, tipo, chennesò l’estate – . Secondo, al cane non piace stare da solo. E questo vale, naturalmente, per tutte le stagioni. Non gli piace che la sua famiglia sia in uno spazio, l’interno della casa mettiamo, il cui accesso gli viene negato. L’isolamento sociale, ecco la giusta definizione, è una forma di maltrattamento. Eh, che paroloni! Diranno in tanti che mi pare già di sentirli. Maltrattamento è quando il cane lo picchi, o non gli dai da mangiare. Il mio è grasso come un maiale e nessuno gli torce un pelo, ha un giardino per fare cosa gli pare e starsene libero, meglio di così? Ehnnò. Meglio di così un cavolo. Questo non vuol dire rispettare la sua natura di animale, perché se è vero che in essa è insito il bisogno di movimento, spazio e aria aperta, da un lato, è un gravissimo errore non considerare, altrettanto, il suo bisogno, forse ancor più forte, di sentirsi incluso in uno spazio sociale: il suo branco, la sua famiglia.

Io ho un cane da caccia, per dire, che se lo porti a passeggiare anche sul ghiaccio mentre nevica con sette gradi sotto zero non ti dirà mai di no… bello, si va? Ma se deve mettere il naso in giardino per fare la pipì in un giorno uggioso di pioggia ci impiega circa sedici secondi per poi rientrare e piazzarsi sul divano per il resto della serata. Cosa strana no? In realtà non lo è affatto. Anche le uscite sono per i cani un momento di condivisione sociale, fondamentali occasioni nelle quali, peraltro, si rinsalda il tacito patto della relazione tessendo fili che neanche immaginiamo, con il nostro limitato cervello umanoide. Non capiamo, spesso, cosa significa per il nostro cane fare una camminata insieme in campagna, o al mare o nei boschi. Insieme. Certo c’è il rischio come nel mio caso che il suddetto canide, cacciatore nei suoi geni fino alle precedenti centodiciassette generazioni, alzi il tartufone per aria fiutando un’irrinunciabile preda e parta come un razzo all’inseguimento della stessa, per poi tornare con aria tra il contrito e il soddisfatto, magari dopo un quarto d’ora durante il quale il proprietario (io!) ha perso la voce e sei mesi di vita. Ma per il resto, passeggiare è un momento sociale, per il cane, esattamente come condividere uno spazio chiuso, la casa. Ergo, il cane non solo patisce il freddo, ed essendo creatura furba e non tonta predilige starsene al caldo e all’asciutto invece che in una cuccia umida e gelida all’esterno, ma ha bisogno di vivere con noi. Anche quando dorme. Non vi è mai capitato di girarvi verso il vostro cane, che apre – guarda caso proprio in quel mentre – un occhio e vi guarda? Loro ci osservano, passano il tempo a guardarci, a leggere i nostri gesti, anche quelli di cui nn ci accorgiamo o ai quali non diamo alcun peso. Provate, mentre il cane se la dorme sulla sua poltrona, a sfiorare soltanto il giacchetto, o la borsa o avvicinarvi alle scarpe e vedrete che la furba bestia non dormiva per nulla così profondamente da non rendersi conto della vostra intenzione di uscire! Ma come fa? È incredibile, ci legge nel pensiero. No, nessuna dote di preveggenza per i nostri amici a quattro zampe, solo un enorme, incredibile spirito di osservazione. Questo cosa significa? Significa che siamo importanti per loro, che ciò che facciamo costituisce materia di continuo studio, e di vita. Esci? Voglio uscire con te. Stai in casa? Perfetto, in due sul divano si sta alla grande. Ovvio che questa simbiosi non è sempre possibile, noi umani abbiamo pur sempre quel terribile vizio di andare a lavorare, per esempio, o in posti dove il nostro amico non può entrare (e se anche potesse vi invito sempre a considerare se il luogo sia veramente adatto all’accesso del cane, e qui si apre un altro lungo discorso da fare in altra occasione). In tutti questi casi non la prenderà bene, ci farà l’abitudine magari, a seconda del soggetto in maniera più o meno decorosa (il mio bracco da solo ulula che sembra un cristiano sottoposto a tortura o in alternativa assume l’aria da bestia abbandonata a un palo in superstrada). E anche questo cosa vorrà mai dire? Una cosa semplice, ma così tanto semplice e lampante che solo noi umani possiamo non arrivare a capirla. Il cane vuole stare con noi. Quindi, amici miei, fatela finita di dire che il cane è un animale e sta benissimo in giardino. Il cane è un animale e questa parte è vera, ma sta benissimo con i suoi animali preferiti: NOI.

Perciò, se decidete di prendere un cane, benissimo avere un giardino, ma non consideratelo la sua casa, non lo è, perché casa per lui è dove sta la sua famiglia. E non credo che qualcuno prenda in seria considerazione l’idea di dormire all’aperto con questi freddi.

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