Metti a cena un vegetariano…

Hai freddo? È normale non bevi il vino! Ti sei fratturata un osso? Per forza non mangi carne! Sicuro che con una bella bistecca e un bel bicchiere di vino rosso ti passa tutto. Ah sei vegetariana eh? Vedrai che se ti lasciano senza mangiare su un’isola deserta la mangi la carne, eccome se la mangi! E sicché carne niente, neanche gli affettati? Ma con la gravidanza chissà come hai fatto… Ma la catena alimentare a scuola non l’hai studiata? L’uomo è onnivoro, non lo vedi che abbiamo i canini? Da che mondo è mondo l’uomo mangia la carne, perché dovrebbe cambiare? Gli animali sono fatti per essere mangiati, sennò ci invaderebbero. Se non esistessero gli allevamenti alcuni animali si estinguerebbero. E a tutti i bimbi che muoiono di fame non ci pensi? Se mangiassimo tutti verdura sai quanti campi servirebbero, per non parlare dell’acqua sprecata…

Ho dimenticato qualcosa? Mi sa di sì, perché in tanti anni (direi almeno 25) di dieta vegetariana me ne sono sentita dire di tutti i colori. E mica tutte sono osservazioni senza senso, per carità, prima di tutto perché ognuno compie le proprie scelte alimentari in piena libertà (e si spera consapevolezza ma questo è un altro passaggio) e poi perché obiettivamente non credo che nessuno detenga lo scettro della verità né il cucchiaino della sapienza.

Ciò detto però voglio ricordare che un diritto ce lo avrei anche io – e tutti quelli che fanno una scelta di questo tipo – ovvero il sacrosanto diritto di non ricevere un processo ogniqualvolta a tavola apparecchiata e imbandita alzo il ditino e proferisco un timido: “il prosciutto non lo mangio grazie”. A questa affermazione i più sgranano gli occhi, con la forchetta che brandisce a mezz’aria una fetta di coscia di maiale defunto, e mi guardano con un misto di sorpresa e compassione. Poi lo dicono, oh lo dicono quasi tutti mi dovete credere, passato l’attimo di esitazione lo dicono: “Scusa ma allora cosa mangi?”.

E qui, vi assicuro, è del tutto inutile che tu faccia presente ogni bendiddio che il pianeta terra offre all’essere umano di commestibile in alternativa al cadavere di una bestia. Vorrei rispondere che mi nutro di bacche e radici, ma temo che il più delle volte non sarebbe colta (né apprezzata) la sottile ironia e così, ci vuole esercizio ma poi si riesce, ho imparato a contare fino a dieci. Allora sorrido, paziente, e rispondo: “Tutto il resto”.

“Tutto il resto cosa?” ti chiedono ormai abbandonata ogni esitazione (e ogni iniziale pudore). E allora lo sai già, che parte la filippica, il pippone di tutti quei luoghi comuni sopraelencati – ai quali se ne possono aggiungere a decine – e hai voglia a spiegare, citare, sciorinare fior fiori di teorie, studi medici, consigli nutrizionali, opinioni dei più famosi luminari in merito. Hai voglia a raccontare di allevamenti intensivi, polli ingozzati di antibiotici ed estrogeni, trasporti di animali che muoiono di sete di fame di asfissia o schiacciati ben prima di arrivare al macello, che se per caso avesse le pareti di vetro, come diceva qualcuno di parecchio più intelligente di me, un certo Tolstoj mi pare, voglio vedere chi la mangerebbe ancora la carne… Per non parlare dell’ipotesi che se ci fossero loro, sani e robusti carnivori, sulla famosa isola deserta li vorrei proprio vedere a utilizzare i loro aguzzi canini per azzannare un animale, catturato a mani nude si intende (perché l’uomo è un predatore cacciatore giusto?) poi ucciso (come non si sa) e scuoiato. Crudo magari. Ma tanto ti puoi anche impegnare a smontarle una per una, quelle famose affermazioni di cui sopra, dimostrando che se anche fossero vere (e comunque non lo sono), può essere vero pure il contrario. Ma niente. Sarà tutta fatica inutile, fiato sprecato, a discapito di una buona digestione, sempre che tu riesca a ingerire qualcosa di “non criticabile a vista”.

Insomma, se sei vegetariano scordati di cenare in pace, non ci riuscirai mai perché ci sarà sempre qualcuno che ti vorrà convincere che sei un fanatico in pericolo di vita (e quindi di morte). E allora io ve lo dico di cuore, amici carnivori, se un giorno mai deciderò di mangiarmela, quella benedetta fetta di prosciutto, non sarà certo perché mi sono convinta che se morissi di fame mangerei anche una bestia, ma piuttosto per evitare di morire prima schiacciata dal tedio delle vostre sapienti elucubrazioni.

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