Cosa sa fare il tuo cane?

Spesso incontro persone che, chiacchierando, guardano il mio cane e poi mi chiedono: – Cosa sa fare? – con aria un po’ scettica. – Ma chi? – rispondo io, con aria un po’ ironica. – Il cane – l’aria diventa stizzita. – In che senso cosa sa fare? – ribatto io, fintamente stupiTa, e anche un po’ fintamente stupiDa. – Eh, cosa sa fare… se gli dai un comando… seduto, cuccia, zampa.

Io guardo l’interlocutore e con tono ironico faccio presente che è un bracco, non un nano da circo, né tantomeno un soldatino oppure ancora uno di quei giocattoli che funzionano con i comandi vocali.

– Ah, ho capito. – Che hai capito scusa, fammi capire anche a me che quando c’è l’occasione di imparare mica me la voglio perdere così. – È uno di quei cani viziati che fanno cosa gli pare.

Ahhhhhh! Ecco, ma te pensa, e io che non c’ero arrivata. Ora ho capito il perché di tanti ameni comportamenti! Grazie! E io che mi ci scervellavo, leggevo libri, articoli, ho perfino buttato parecchi quattrini e tempo in lezioni con educatori cinofili – che evidentemente sarebbe meglio si dessero non tanto all’ippica quanto alle bocce –, passato ore a fare tutt’altro genere di lavoro quando le cose erano così semplici. Bastava insegnargli a eseguire comandi. Tutto lì. Come mai, mi domando, non ci sono arrivata prima? Be’, in realtà c’ho provato, ma credo sia un soggetto particolarmente dominante (che poi secondo me a lui si addice meglio l’appellativo fancazzista paraculo, però dominante rende parecchio meglio l’idea).

Insomma il mio cane non sa fare nulla, mi rendo conto. Tutto quello che ha imparato, e pensa un po’ mi ci è voluto anche un sacco di tempo, è che se desidera comunicare o chiedere qualcosa deve sforzarsi di trovare il modo più efficace per farsi capire. E chiederlo pure con le buone maniere. Tipo, se vuoi tantissimo un biscottino che stringo in mano è inutile che mi dai le nasate, zampate, abbai, ti dimeni e me lo chiedi con questi modi ghiozzi qui. Ti dai una calmata, ti metti seduto comodo e tranquillo, ma è una tua scelta eh, lo fai quando ti pare, io non apro bocca. Anzi meglio se ti sdrai, eh no a sfinge pronto allo scatto non mi sembra adatto, ecco bravo così, proprio bello comodo. Adesso il biscotto te lo do, dato che me lo chiedi con maniere tanto gentili. E questo vale per TUTTO. Usciamo e si deve mettere il guinzaglio? Inutile che fai il pazzo e salti come uno stambecco. Vuoi la tua cena? Idem con patate, anzi con la ciccia che è meglio. Dobbiamo uscire dal cancello, scendere dall’auto, entrare in casa? Stessa identica precisa zuppa. Se ti dai una calmata e impari a farmi capire che una cosa la desideri moltissimo concentrandoti su quella e sei disposto a godertela con tutta calma la ottieni. Vabbè, mi rendo conto che non è la stessa cosa che urlare un comando con voce stentorea petto in fuori e mento in alto per poi vedere il cane che lo esegue tipo telecomandato. Avete ragione, non è la stessa soddisfazione, e poi il tempo che mi ci è voluto! E quello che è servito a lui, che mi guardava e si domandava ma che devo fare io per farmi capire da te stupida umana? Eppure dite tanto che siete la razza più evoluta, a me mi pari dura pinata peggio di un bracco, come mai non capisci? E così siamo andati avanti per un bel po’. Voglio dire, insegnare al cane a mettersi seduto mentre gli schiacci una mano sul culo era più facile mi sa.

Insomma, per tornare alla domanda iniziale, mi trovo un cane che “non sa fare nulla”. Già. Penso. E mi chiedo: perché se non sa fare nulla quando usciamo incontro persone stupite che mi chiedono come faccio a lasciare un cane da caccia sciolto in campagna, al mare, in montagna, oppure in mezzo ad altri cani? Come mai sa perfettamente come comportarsi con gli altri in tutti i contesti? Come mai ha un atteggiamento positivo ed entusiasta verso tutto e tutti?  Come mai quando gli dico vai al tuo posto capisce perfettamente (per poi naturalmente restarci 14 secondi con l’aria di una povera bestia che è appena stata legata a un’area sosta in autostrada)? Ma poi, mi domando ancora, perché il mio cane dovrebbe per forza saper fare qualcosa? E, soprattutto, perché dovrebbe fare qualcosa che gli ordino io? Lo guardo, dorme al accanto a me sul divano, il suo sedere a contatto con il mio fianco, respira leggero. Che cosa dovresti saper fare di più e di meglio tu, cane mio, che la natura non ti abbia già insegnato? In fondo, sai fare il cane, e lo sai fare parecchio bene. Non è mica poco. Non si può dire lo stesso degli umani, ci sono umani che non sanno fare per nulla bene gli umani, che poi sempre animali sarebbero. E invece tu il cane lo sai fare alla grande.

Hai quell’aria felice, perennemente innamorata della vita, e sembri ripetere in continuazione non vi posso dire che culo ho avuto io. Perfino ai tuoi simili comunichi lo stesso concetto, soprattutto quando ti si rivoltano aggressivi che ti vorrebbero sbranare o ti si fanno incontro con fare minaccioso. Te li guardi, ma di sbieco eh, con quell’andatura dinoccolata tipo Adriano Celentano, e sembra proprio che tu gli chieda come mai si agitano tanto, invece di godersi la vita. Che è una gran figata. Ecco. Io se dovessi dire cosa sai fare meglio tu, direi che sai comunicare a tutto il mondo quando è bello starci. Godersi il presente. Il divano caldo, qui al mio fianco, o contendersi la coperta con il tuo umano cucciolo che hai scambiato per tuo fratello, fargli il grooming, correre libero sulla riva del mare o annusare l’aria di campagna che porta chissà quali odori. Rincorrere un pollo, e io che ti urlo fermoooooo!!!, e tu che mi guardi e mi chiedi se voglio davvero che tu rinunci a un compito così importante in nome della nostra amicizia. Sì, te lo chiedo, a volte, cosa conta di più per te e so anche che non è giusto ma lo faccio lo stesso. Se seguire il tuo istinto, e tuffarti verso una preda e allontanarti, o stare con me. Nell’attimo in cui leggo nei tuoi occhi la risposta, e vedo che compi una scelta, consapevole, ecco in quell’attimo io lo so che cosa sai fare da Dio. Sai fidarti di me. E questo nessun addestratore mai al mondo te lo insegnerà perché lo hai imparato da solo. Lo abbiamo imparato insieme, tu da me e io da te.

Perciò amico mio, se senti un’altra volta un umano che chiede che cosa sai fare, tu rispondigli a modo tuo: scodinzola e mandalo a quel paese, anche da parte mia.

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