Scrivo da cani. E me ne vanto!

Ho pensato a lungo sull’opportunità di creare un sito, in cui inserire tutte le mie esperienze di scrittura e non solo. Mi piaceva l’idea di avere un blog. Ce ne sono a bizzeffe, direte voi, con piena ragione, che bisogno c’era di crearne un altro?

Forse di bisogno c’era solo il mio, in effetti e diciamo che l’ho ascoltato e mi son fatta coraggio. Perché un pochino di coraggio ci vuole, a metterci la faccia, a pensare di avere qualcosa di interessante da dire, da proporre, da lanciare nel mare infinito della rete pensando (sperando) che il piccolo minuscolo buco che si crea nell’acqua si propaghi.

L’idea mi è venuta rileggendo una brevissima biografia che ci fu richiesta al tempo del romanzo collettivo Sulle spallette alle nove: per non prendermi troppo sul serio, e con l’aiuto degli altri sette autori, ne uscì una descrizione ironica ma esaustiva, che chiosava così: “Francesca Petrucci è l’unica persona al mondo che non si offende se le dicono che scrive da cani”. Ed è vero! Questa definizione mi calza a pennello e l’ho fatta mia anche in altre occasioni, ultima e non certo per importanza, questa. E così, eccomi qua, a scrivere “da cani” e non solo, ma senz’altro tra i miei argomenti preferiti resteranno loro: i cani, i cavalli, gli animali. Perché se c’è una massima che sento particolarmente vicina è quella di Sant’Agostino che recita:

“Parla di ciò che ami e sai cosa dici”.

Sacrosanto, per avere qualcosa da dire occorre amare l’argomento di cui si parla, perché è solo la passione che spinge alla conoscenza. Animali dunque, ma anche libri, letteratura e tutto ciò che ha a che fare con il mondo della scrittura, che è il mio mondo, nel quale lavoro – e vivo – da tanti anni. È buffo questo doppio ruolo che ormai mi appartiene e mi caratterizza: da un lato editor, a correggere (ehm, ebbene sì qualche volta riscrivere) i testi degli altri autori, seguendone ogni passo (e ogni bizza, lamento, gioia, dolori e chi più ne ha più ne metta) fino alla pubblicazione, dall’altro scrittrice, e trovandomi dall’altra parte vi giuro che cerco in ogni modo di evitare tutti quegli atteggiamenti tipici degli autori che fanno diventare matti gli editor. Ci provo, ecco. Ci riesco, spero.

Insomma chi mi ha seguito fin qui, anche attraverso la mia rubrica “Zampa che ti passa!” sulla rivista online manidistrega.it, troverà continuità di argomento perché, come era inevitabile, gli animali non mancheranno certo di impelare e sbavare questo mio blog. D’altro canto prometto (o almeno ci metterò tutto l’impegno) di parlare anche di “qualcos’altro” come alcuni altri mi chiedono e auspicano “perché basta con tutte queste bestie non se ne pole più”. Le bestie ci saranno, su questo rassegnatevi, ma ripeto e sottoscrivo “non solo”.

L’unica cosa sulla quale davvero mi impegnerò sarà quella di raccontare e raccontarci ma senza prendersi troppo sul serio, ché la vita è già abbastanza “accanita” (questa concedetemela!) per prenderla di petto… con ironia e leggerezza, ne sono convinta, si possono toccare anche i temi più seri e delicati.

Perciò chi abbaia mi segua, oh no! Volevo dire: chi mi ama mi segua… o mi preceda, a seconda delle occasioni, insomma… venga con me! Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo: non si compra, non si vende, non si raccoglie con i punti del supermercato, e non si riceve nemmeno in regalo, se deciderete quindi di dedicare qualche goccia di questo bene così prezioso a leggermi sarà per me una grande gioia e un grande orgoglio!

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