La prima “Tanda de cumple” non si scorda mai

Sapevate che esiste una tradizione argentina che si chiama tanda (o ronda) de cumple (o tanda cumpleañera)? Io ovviamente l’ho scoperto ballando il tango, e frequentando le milonghe, anche se non mi era (ancora) capitato di esserne la protagonista.

La ronda è il “giro di pista” che si compie in senso antiorario, il termine cumple è un diminutivo della parola cumpleaños: si tratta di un vero e proprio rito collettivo che si svolge in pista, una tradizione del tango argentino con la quale si festeggia il compleanno di un ballerino o di una ballerina durante una milonga.

Funziona così: il/la festeggiato/a, o i festeggiati perché possono essere più di uno, come nel nostro caso, vengono chiamati al centro della pista dal musicalizador che annuncia la ronda de cumple e mette un brano, scelto o preferito dal festeggiato, che attende che il primo o la prima si faccia avanti per invitarlo a ballare. Il primo/a ad arrivare solitamente è la compagna/o di chi è festeggiato, subito dopo si alternano gli altri che desiderano ballare: toccando la spalla a colui/colei che devono sostituire e che si troverà a passare da un abbraccio all’altro, da uno stile di ballo all’altro, fino alla fine del brano scelto. Si tratta di un’esperienza emotivamente molto coinvolgente e che non avevo mai provato prima.

Ho letto che anche a Papa Bergoglio, per una sua festa di compleanno, è stata organizzata una grande milonga durante la quale, a città del Vaticano, tangueri provenienti da tutto il mondo hanno percorso la via della Concilazione a passo di tango per regalare al pontefice con un ballo coinvolgente un simbolo di amore e di unione. Il papa aveva più volte detto di aver ballato il tango nelle milonghe di quartiere, e certamente avrebbe con piacere ricordato qualche passo di tango. Questo a significare la potenza evocativa dell’abbraccio del tango, simbolo di unione, di connessione, di accoglienza sulle note della musica, che supera ogni barriera, linguistica, sociale, generazionale.

La nostra non è stata una circostanza così solenne, ma durante l’ultima milonga (Otra milonga) organizzata dall’Associazione Tango Spring al Jazz Road a Pisa, che abbiamo chiamato “Mille colori” in onore della città di Napoli da cui proviene la tdj della serata Daniela “La Bizzarra”, abbiamo pensato di festeggiare i compleanni di alcuni membri del nostro gruppo, ovvero io, Giorgio, Alberto, Francesco e Francesca, una ballerina che ci ha raggiunto da Assisi apposta per questa serata.

Quando mi hanno chiesto che brano preferivo, ho pensato a Todo es amor (“Tutto è amore”) un vecchio brano che è stato composto nel 1957 (e inciso per la prima volta nel 1958), una delle registrazioni più famose e ballate nelle milonghe di tutto il mondo è quella dell’orchestra di Rodolfo Biagi con la voce del cantante Hugo Duval. Siccome però la nostra milonga è “differente” (sennò non si chiamava Otra) la Bizzarra ha scelto un bellissimo e recente rifacimento del brano dell’Orquesta Romántica Milonguera (2017), con la voce di Roberto Minondi.

E quindi si parte: come diceva Carlos Gavito: “Primero: la musica con su compas y melodia. Segundo: el sentimiento. Tercero: la elegancia. Por ultimo: las figuras. Así se baila”.

Appena sono partite le note del brano ciascuno dei festeggiati è stato raggiunto dai primi ballerini e ballerine in un clima di festa e di intimo calore che ci ha subito avvolti, come se l’abbraccio del singolo ballerino fosse quello di tutta la sala, con gli amici intorno che osservano e attendono il loro turno di ballo.

Passare da un abbraccio all’altro, sentendo l’affetto e il trasporto con cui ciascuno desiderava “farmi gli auguri” con questo rituale antico e potente mi ha regalato bellissime, e inaspettate, emozioni. Sentivo l’energia anche delle altre tre coppie che ballavano intorno a me, tutto era fluido, morbido, come se fossimo avvolti in un unico grande abbraccio dentro al quale ciascuno era libero di esprimersi nel modo più personale, eppure accolto e restituito in uno scambio senza soluzione di continuità.

Questo è stato per me il momento più emozionante della serata, ma forse lo è stato così tanto perché il clima fin dalle prime note è stato carico di una grande energia, dovuta prima di tutto alla personalità travolgente della nostra ospite, Daniela “la Bizzarra”, che ha saputo dall’inizio coinvolgere e portare tutto sulla cifra della libera espressione, mettendo in circolo una sensazione di intimità e di scambio energetico, una magia che il tango riesce a compiere in maniera incredibile. Sarà la musica, saranno gli abbracci, sarà chiudere gli occhi e sentire il corpo che si muove, la mente che si svuota, i passi che si susseguono come se fossero mossi da una forza che non sapevi di avere. Questo è il linguaggio del tango, che non conosce limiti, barriere, ostacoli, che afferra tutti in un vortice che gira insieme alla ronda senza fretta, con un ordine preciso e fluido.

Sono stata felice di trovare un’altra occasione, così speciale, per festeggiare i miei 50 anni, tra “vecchi” compagni di tango e nuovi incontri, inaspettati e subito già connessioni.

Le sensazioni di questa serata le porto con me in un ricordo indelebile, è proprio il caso di dire: la prima tanda de cumple non si scorda mai!

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