Questione di fiducia

Siamo qui, io e te in silenzio. Adesso te lo posso dire, perché l’ho pensato tante volte. Ho pensato speriamo che a Cirano non capiti mai un intervento come è successo alla Nina altrimenti con lui è proprio un problema.

Esuberante, casinista, poco paziente. Questo pensavo di te. Che non avresti mai accettato un collare elisabettiano, una fasciatura, una medicazione, per non parlare di una flebo. Che non avresti avuto la pazienza di aspettare, di capire quando è necessario il riposo e la calma. E ti chiedo scusa, perché ho sbagliato. Non ho considerato che la tua vitalità e la tua coda che non si stanca mai di annunciare al mondo che la vita è bella sanno capire quando tutta l’energia va impiegata nella pazienza. E così mi hai fatto bugiarda, mostrando un lato che non avrei creduto tu possedessi.

E invece lo possiedi, eccome, e tutta la tua dolcezza si ritrova nel bisogno del contatto, di non sentirti solo, di sentire le nostre voci e le nostre mani che ti rassicurano. Tenacia, coraggio, amore per la vita, fiducia nella tua famiglia. Questo intervento è stato un fulmine a ciel sereno, che ci ha sconvolto in poche ore e gettato nella paura e nello sconforto, nell’attesa angosciante che le ore passassero, in piena notte, quando tutte le gatte paiono più bigie, figuriamoci un cane sotto i ferri per un’operazione a rischio di vita.

Le veterinarie, che ti amano come se fossi il loro cane, ti hanno salvato dato che la situazione in poco tempo è precipitata e sarebbe bastata magari un’ora in più per perderti. E io ringrazio non so chi di essermi svegliata, forse mai addormentata in realtà, per vedere come stavi, sentendo lieve il tuo lamento e trovandoti ancora in preda al dolore e alla paura. Hai messo la testa sulle mie gambe e hai smesso piano piano di tremare. Forse ora passa, mi sono detta. Ma non passava, l’addome era teso e contratto, anche se poco gonfio. Mi ha fregato quello, e anche il fatto che non avevi vomito e nausea, quando sono comparsi sintomi più chiari non ho più avuto dubbi.

Sei un cane forte, passerà e ti rimetterai bene, tornando a correre e giocare, adesso ci vuole calma e pazienza, proprio quelle due cose che ero tanto convinta che ti mancassero, e invece… come spesso accade il tuo cane lo conosci davvero nel momento del bisogno ed è in quel momento che raccogli i frutti del lavoro quotidiano, delle ore trascorse insieme, di quando ti chiedevi se sarebbe servito, un giorno, a qualcosa tutto quello sforzo per costruire una relazione che alla base avesse prima e sopra tutto la fiducia. Ho fiducia in te, Cirano, l’ho sempre avuta anche se non è sempre stato facile e adesso ho capito che ho fatto bene.

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