- Salve avete anche piatti per vegetariani?
- Certo!
- Ottimo allora confermo la prenotazione a più tardi.
Arrivo al ristorante, mi siedo, menù. Tutto pesce. Arriva il cameriere, gli chiedo se c’è qualcosa anche per vegetariani (non gli dico avevo chiamato prima apposta, giusto per non essere eletta subito la rompiscatole della serata).
Lui non fa una piega e annuisce, sciorinando antipasti di carpacci di spada, la classica insalata di polpo, alici marinate, e poi i primi gnocchetti alla polpa di granchio, linguine allo scoglio, conchiglioni zucchine e salmone, poi abbiamo pescato fresco al forno con le patate: orate, branzini, o una bella fetta di tonno alla grigl….
- Scusi ma questi non sono piatti vegetariani. – oh io c’ho provato, ho anche ascoltato in silenzio e fissando il menù a sorbirmi la tiritera senza scompormi, ma a tutto c’è un limite.
- Come no, non è mica carne.
- Eh.
- Lei ha detto che è vegetariana no?
- Appunto.
- I vegetariani il pesce lo mangiano.
I vegetariani il pesce lo mangiano. Ah sì?! Ma senti senti.
Dalla Treccani, sennò sembra un problema mio:
“VEGETARIANISMO. Ogni concezione dietetica, o regime alimentare, che prescrive o raccomanda un’abituale, assoluta astensione dagli alimenti di origine animale (in primo luogo prodotti carnei o ittici) in base a presupposti o dettami di natura etica, religiosa, igienica ecc” https://www.treccani.it/enciclopedia/vegetarianismo/#:~:text=(o%20vegetarismo)%20Ogni%20concezione%20dietetica,Le%20radici%20teoriche%20del%20v.
Carnei o ittici. Ora son paroloni, si sa è la Treccani mica Il Lercio, in parole più semplici vuole dire che il vegetariano non mangia “neanche” il pesce. Perché anche un branzino, o figuriamoci un polpo, un pesce spada, un tonno, hanno un cuore; una vita, una famiglia, patiscono povere creature e, soprattutto, hanno gli occhi.
Io tutto quello che ha gli occhi non lo mangio. Lo diceva sempre mio padre, infatti l’unica eccezione che faccio quando sono a cena fuori (e soprattutto quando mi trovo in posti come questi per evitare di avviare una guerra punica con tanto di elefanti e arcieri o inscenare digiuni simbolici) è per le vongole.
Lo so direte voi – e ho visto dei video che lo testimoniano – anche le vongole sono nobili creaturine con una vita tutta loro, un tantino sedentaria forse, ma pur sempre dignitosissima e più che altro meritano tutto il rispetto perché, contrariamente alla maggior parte degli esseri umani, non rompono le palle a nessuno. E non è mica poco. Campare senza frantumare le palle (le vongole ce l’hanno? No, mi sa di no) al prossimo. Magari fossero tutti come le vongole.
E invece no. E invece ti devono fare le battutine, i sorrisini, le alzatine di spalle.
Al lei è vegetariana? Non si preoccupi qui accettiamo tutti. Vegetariana? Uh, mi dispiace. Uno addirittura (in un bel ristorante milanese dove non ho mai più rimesso piede) mi disse a fine cena – fu difficilissimo trovare qualcosa che non avesse contaminazione con bestie morte – “Lei torni pure quando è guarita”. GUARITA. Manco fosse una malattia.
Ecco, ma io a voi vi dico qualcosa? Vi dico forse ma come mai avete solo cadaveri nel vostro menù? Avete controllato che non siano già putrefatti? E i grassi nel sangue tutto a posto? Oppure potrei dire anche cosette un po’ più serie riguardanti la salute del pianeta, devastato per far posto alla coltivazione della soia (eh non vi scappi di bocca! Non la soia che si mangia noi, ma quella che serve a produrre l’alimentazione per gli animali da carne). No. Io mi mangio la mia pasta al pomodoro, la mia insalatina o quel poco che solitamente i ristoranti riescono a racimolare e festa finita. Però delle domande comincio a farmele.
Possibile che nel 2023 davvero un ristorante possa non avere delle valide alternative vegetariane?
Possibile che nel 2023 ci sia gente che non ha ancora capito cosa mangia un vegetariano?
Possibile che nel 2023 vi riteniate ancora simpatici con tutte queste battute del totano?
Sì, possibile, accade spessissimo tutto questo e anche di più.
Perché non ne ho trovati uno solo di ristoranti così, ma diversi; e ogni volta, anche se sorrido alle battute con garbo, mi adatto a mangiare quasi nulla (e spendere lo stesso tanto, peraltro, per piatti racimolati o improvvisati) resto perplessa.
Sono vegetariana, non marziana, ma per molte persone è quasi la stessa cosa.
Ci sono poi quelli curiosi, che ti domandano da quando hai deciso di fare questa scelta, cosa fai per sopperire a tutte le carenze, se prendi dei farmaci o degli integratori e, soprattutto, cosa mangi, se non mangi carne e pesce. Per qualcuno è davvero incomprensibile che si possa campare senza mangiare bistecche o pescioni al forno. Insomma, qualcosa che non va ce lo devi avere per forza.
Per me le risposte a tutte queste domande sono parecchio facili:
- vegetariana ci sono praticamente nata
- non prendo nulla che integri carenze che per fortuna non ho
- Mangio tutto il resto, basta che non sia un animale morto.
Semplicemente io non riesco a capire come si possa mangiare un animale morto. Vi par tanto strano? E soprattutto come si possa ammazzare una creatura meravigliosa come una mucca, un coniglio, un maiale, un’anatra, un uccellino, e anche un branzino, per mangiarlo. E soprattutto, e ancora di più, come si possa costringere questi essere viventi a vivere in maniera assurda, crudele, indecorosa e indegna per poterli poi mangiare come accade negli allevamenti intensivi, che per me rappresentano il male assoluto, l’inferno in terra imposto a creature che non hanno fatto niente per meritarlo. Riempiendoli peraltro di farmaci e di altre schifezze varie per farli crescere e ingrassare prima, per poi a nostra volta ingrassare e assumere queste stesse sostanze, per poi pagare saporitamente dietologi e nutrizionisti che ci dicono che si deve mangiare meno (meglio se eliminare) la carne, specialmente quella rossa, privilegiando frutta, verdura, legumi e uova. E magari prendendo farmaci proprio per curare le tante patologie procurate proprio da un’alimentazione scorretta. Ah sì? Ma senti. E poi quella strana sarei io.
E allora cari amici ristoratori e camerieri e non solo, sarebbe davvero pretendere troppo non doversi mettere a fare tutti questi ragionamenti ogni volta, guastandosi buona parte delle cene, in alternativa ovvio che si preferisce annuire e pazientare, ma anche questo non mi pare affatto giusto, semplicemente arrendendosi al fatto che esistono, e non sono neanche poi tanto poche, persone che per affaracci loro – alle quali tra l’altro dovreste pure essere grati piuttosto che prenderli in giro – sono VEGETARIANE?
Non mangiano cioè né carne, né pesce. Tutto qui. Difficile? Voglio pensare di no. Voglio pensare che un giorno ce la faremo, ce la farete, e sarà parecchio più facile. Non solo per chi è vegetariano.